Superman di James Gunn - per James Gunn da James Gunn


Allora, Superman di James Gunn è un film di cui si parla, ormai, da circa due anni; mese più, mese meno. Oltretutto, se n’è parlato, se ne parla e se ne parlerà ancora molto in futuro perché si tratta comunque di un progetto molto, molto delicato: cioè, questo Superman rappresenta la base, diciamo, da cui Warner/DC vorrebbe rimettere in piedi il suo universo cinematografico. Chiaro, quindi, il perché di tutta questa attenzione. 

Ora, sicuro non è scienza missilistica, eh. Anzi. In realtà è un fatto talmente semplice da essere OVVIO; anche se nulla è più ingannevole proprio dell'ovvio, diceva uno abbastanza famoso. Perciò, visto che siamo sull’internet e il fallimento di comunicazione è sempre lì dietro l’angolo, proviamo ad andare un attimo con ordine e a capirci bene: Superman di James Gunn è un film di James Gunn. Letteralmente. Cosa che in sé per sé non è un male; d'altra parte, però, non è manco necessariamente un bene. Perché?

Perché siamo nel 2018 e dopo l'uscita di Guardiani della Galassia Vol. 2, James Gunn viene licenziato dalla Marvel a causa di certi vecchi tweet, diciamo "leggermente controversi", insomma. A quel punto, Warner Bros. lo contattò proponendogli vari progetti, tra cui, in primis, Superman e poi pure una specie di requel di Suicide Squad. Gunn accettò di dirigere The Suicide Squad e rifiutò Superman, invece, dicendo che il personaggio non era "molto nelle sue corde". Verso la metà del 2019 però la storia dei tweet si sgonfia e Disney/Marvel lo rivuole indietro per Guardiani della Galassia Vol. 3

Gunn accetta di tornare, sì, anche se a quel punto il suo coinvolgimento all'interno della Warner cominciava ad assumere un rilievo via via sempre maggiore. Vengono dette cose, fatte dichiarazioni, ma, per onorare il contratto con Warner/DC, Gunn gira prima The Suicide Squad (2021) e poi passa a Guardiani 3, le cui riprese partono alla fine del 2021 col film in uscita nell'estate del 2023. Contemporaneamente si occupa di Peacemaker (2022) e Guardiani della Galassia Holiday Special (2022).

In questo stesso periodo, cioè tra la fine del 2022 e l'inizio del 2023, succedono altre due cose: James Gunn viene nominato co-chairman e co-CEO di DC Studios insieme a Peter Safran; e non a caso, visto che nel frattempo tutti i film legati al vecchio Snyder-Universe dal (2020 al 2023) falliscono sistematicamente in modo miseramente tragicomico. Birds of Prey: flop. Wonder Woman 1984: flop. The Suicide Squad (diretto dallo stesso Gunn): flop. Black Adam: flop. Shazam 2: flop. The Flash (secondo James Gunn un film eccellente nonché il suo preferito): flop. Blue Beetle: flop. Aquaman 2: flop. 

Chiaro cos'è successo nell'arco di questi, circa, sei anni? Da un lato, Warner ha continuato a buttare milioni come fossero carta da culo usata. Dall'altro, James Gunn ha scritto e diretto Guardiani della Galassia 2, Guardiani della Galassia 3, The Suicide Squad, Peacemaker e Guardiani della Galassia Holiday Special. Perché è importante questo punto? Perché, OVVIO che dopo aver buttato al cesso in pochi anni l'equivalente del PIL di un paese del terzo mondo, Warner abbia voluto prendere le distanze da tutto ciò che riguardasse Zack Snyder come se fosse una fogna a cielo aperto di Calcutta. 

Di conseguenza, OVVIO che si affidassero a James Gunn nella speranza che un approccio diametralmente opposto cambiasse 'sta specie d'incubo finanziario chiamato DC Extended Universe. Per estensione, OVVIO che l'idea di restituire a Superman la sua epica classica, di riportarlo a simbolo della giustizia per eccellenza lontano dai toni decostruzionisti, cupi e spesso deprimenti dell'epoca Snyder, non solo era l'unica strada percorribile, ma, arrivati a 'sto punto, era pure l'unica cosa giusta da fare. Semmai, il problema è un altro.

Cioè, il problema, semplicemente, sta nel fatto che James Gunn non era - e appunto ha dimostrato di non essere - la persona giusta per farlo. Perché, come ampiamente prevedibile da chiunque fin dal primo secondo di trailer, con grandissima sorpresa di nessuno il Superman di James Gunn, alla fine, non è IL FILM DI Superman lecito per chiunque aspettarsi, ma UN FILM CON Superman versione James Gunn.

Ora che qualcuno possa prenderla, ma proprio a malissimo, una cosa del genere è più sicuro del fatto che prima o poi finiremo tutti a vedere i fiori crescere da sotto. Perciò capiamoci: tralasciando Tromeo and Juliet - visto che lì Gunn era solo l'associate director, cioè un aiuto regista agli esordi - e sorvolando su Slither - un horror caruccio, in fondo, anche se definirlo derivativo sarebbe un eufemismo - passiamo direttamente al 2010, quando uscì Super – Attento crimine!!!

Essenzialmente, Super - Attento crimine!!! è un punto di svolta per Gunn, in quanto rappresenta il passaggio dal mondo dell'horror a quello che sarà poi il suo genere di riferimento: i supereroi. Infatti, 'sta specie di momento di transizione è sottolineato dal fatto che Super - Attento crimine!!!, a parte essere una copia spudorata di Kick-Ass, solo meno divertente e più confusionaria, non riesce ancora a staccarsi del tutto dalla matrice horror e dall'umorismo nero probabilmente maturato alla Troma

Ora, attenzione: com'è che uno come James Gunn, cioè un regista misconosciuto con appena due film - e nemmeno uno di successo - all'attivo, viene messo di punto in bianco a dirigere una giga-produzione multimilionaria come Guardiani della Galassia nel 2014? Semplice: perché gente come Steven Spielberg, James Cameron o Paul Verhoeven, per dire, cioè gente che blockbuster ce l'ha scritto in fronte, costano; e costano pure tanto. In secondo luogo, a uno qualunque di questi qua, non lo comandi a bacchetta. Non gli dici come deve o non deve fare il film. 

Quindi, in che modo gli studios ovviano a questo problema? Assumendo gente come James Gunn: solo uno dei tanti registi pescati dal canile degli indie/basso budget dove Disney e Warner vanno a ravanare quando devono risparmiare e mettere un pupazzetto da piazzare sulla sedia per fingere che il film sia diretto da qualcuno e non dai produttori. Capito adesso perché era importante il passaggio riguardo i film girati da Gunn nel frattempo la Warner perdeva soldi a manetta? In altre parole, dall’esordio mainstream di Guardiani della Galassia nel 2014, più di dieci anni dopo, Gunn non ha fatto altro che continuare a girare ancora e ancora sempre lo stesso film.

La cifra stilistica di Gunn, per quanto (adesso) riconoscibile, si riduce a una continua riproposizione degli stessi temi, a storie con gruppi di outsider legati da dinamiche pseudo-familiari in cui, a fronte di minacce estreme, la forza del gruppo (più che l’individuo) è il vero eroe. Ne I Guardiani della Galassia, The Suicide Squad e Peacemaker, questo canovaccio dove, complice pure l'umorismo - eccessivo e spesso invadente e perciò fastidioso - che stempera qualsiasi tensione, funziona perché i protagonisti sono anti-eroi o personaggi borderline che beneficiano di toni ironici e sdrammatizzanti.

Per un personaggio mitico e fondativo come Superman, no; e si vede palesemente. Il tono costantemente ironico e leggero smorza la dimensione archetipica dell’eroe. Superman vive di verticalità mitologica, di un senso di distanza e unicità che fa a cazzotti con la dimensione famiglia-disfunzionale alla Gunn. Il punto sta nel fatto che questa sua tendenza a reiterare una grammatica narrativa e tonale piuttosto rigida e schematica, se applicata indistintamente in scala 1:1 a qualsiasi cosa, finisce per omologare personaggi molto diversi tra loro. Lo stesso errore fatto da... ? Esatto: Zack Snyder.

La sensazione che Superman sia un altro Guardiani della Galassia ma con Clark Kent al posto di Peter Quill, quindi, nasce proprio da questo riciclo strutturale: Clark è messo in scena come un punto di equilibrio tra una squadra di personaggi eccentrici, esattamente come Quill. La storia privilegia la dinamica del gruppo rispetto alla tensione individuale e il tono altalenante (ironia - dramma) replica lo stesso pattern, ma stavolta a scapito della coerenza tonale del film. Alla fine della fiera, il succo è tutto qui: il grosso problema di questo Superman sta nell'incapacità di James Gunn di uscire dalla sua zona di comfort e di staccarsi dai suoi manierismi. 

Superman è solo e semplicemente l'ennesima dimostrazione di questo fatto. Appunto, vedi Guy Gardner e la Justice Gang: sono loro la cosa più riuscita. Proprio perché si tratta di personaggi e dinamiche che si adattano perfettamente alla forma mentis di Gunn. Tuttavia, il fatto che siano proprio questi i punti più riusciti, non fa altro che dimostrare quanto la coralità forzata (Justice Gang, comprimari a grappolo) che Gunn continua maniacalmente a mettere in scena, decentri Superman dal proprio film. Di nuovo, sempre come accadeva con Star-Lord nei Guardiani: peccato solo che qui non si parli di un povero cazzone come Peter Quill, ma di Superman, cioè un simbolo assoluto. 

Stessa cosa, Lex Luthor finisce per sembrare più un ingranaggio che un antagonista, ripetendo lo stesso problema già visto con Ronan nei Guardiani 1 o Starro in The Suicide Squad. Poi, ammesso e non concesso che il sovraccarico sia intenzionale, comunque la struttura narrativa risulta pesante. Sì, più personaggi - almeno nelle intenzioni - servono a mostrare la vita a 360° di Superman - come eroe, come giornalista, come “uomo-giustizia” in un universo in espansione e siamo d'accordo. Però, siamo onesti: in poco più di due ore non puoi ficcare una mini-Justice League, sottotrame giornalistiche al Daily Planet, tentativi di geopolitica, un universo tascabile e pure parti per futuri crossover. 

Soprattutto, non ti puoi permettere di provare a stabilire una nuova versione di Superman, di cambiarne la mitologia, in uno spazio di tempo così limitato. A maggior ragione se la tua idea sembra attingere, pericolosamente troppo, da un immaginario narrativo molto (troppo) vicino a quello di Invincible di Robert Kirkman. Certo, adesso non si può dire che Gunn abbia copiato Invincible, intanto è piuttosto evidente che il suo Superman, al di là proprio di quella parte specifica che coinvolge Jor-El, abbia troppi punti di contatto con Invincible. Senza raggiungerne la stessa lucidità tematica, però.

Kirkman, infatti, usa il sovraccarico di eroi e la brutalità narrativa per commentare e scardinare il mito. Gunn, invece, sembra aver assorbito quegli stessi elementi solo a livello superficiale, sacrificando l’identità unica di Superman. Intanto, potrebbe anche essere la stessa cosa successa con Super - Attento crimine!!!, magari: forse Gunn aveva idealizzato, pensato e scritto tutto questo ben prima che uscisse il primo numero di Invincible. Esattamente come aveva pensato quella stessa storia addirittura anni prima rispetto a Mark Millar. Poi che Super sia uscito quasi a ridosso del film di Kick-Ass è stato solo un caso. Dopotutto, le idee sono nell'aria, no? Comunque. 

Il voler ficcare e farci stare tutto e subito l’universo condiviso DCU porta a un effetto collaterale evidente: un’esplosione di personaggi accessori che rubano spazio e ritmo. Per forza il risultato è una storia che salta tra registri e generi senza riuscire a concentrarsi mai davvero su nulla. In linea di massima, il film è stilisticamente schizofrenico: alcune sequenze mirano a una mitologia moderna, altre sembrano uscite da un cartone animato ed è proprio questo tono oscillante che mina la credibilità di tutta la parte narrativa. Il nuovo Superman di James Gunn è un film che vuole rilanciare tutto, ma non riesce a far funzionare quasi nulla al pieno delle sue potenzialità.

Questo è il grandissimo problema che accorpa tutto ciò che non funziona in questo Superman: non è un brutto film in senso assoluto. Anzi. Le intenzioni ci sono e sono buone, solo che sì, non è un disastro, ma nemmeno un trionfo. C'è troppo tutto buttato dentro e Gunn, non era la persona giusta per occuparsi di questo progetto nel 2018 quando glielo proposero per la prima volta, e non è la persona giusta adesso. Perché non si riesce mai a capire cosa vuole comunicare realmente con Superman e perché c'è questa brutta convinzione a Hollywood e dintorni che il talento goda di una specie di proprietà transitiva. Cioè, se uno è bravo in qualcosa allora è bravo a fare tutto.

In sostanza è la stessa storia di Taika Waititi: pure lui, non è un cattivo regista. Anzi. Solo che un conto è lasciarlo fare ciò che sa fare; altro paio di maniche è affidargli cose totalmente agli antipodi. No, perché secondo questa logica del “1 vale 1”, è  un po'come mettere Antonioni a girare Fast & Fuorious o Mastroianni a fare i Transformers. Se tanto mi dà tanto, perché no, in fondo? Questa è la cosa che proprio non va. Per questo Superman risulta così confuso, affrettato e tonalemente incoerente che lascia più promesse che soddisfazioni. Forse funzionerà come primo passo per il nuovo DCU, ma come film di Superman, non riesce proprio a dargli slancio.


Ebbene, detto questo anche per oggi è tutto.

Stay Tuned ma soprattutto Stay Retro.

Commenti

Le due righe più lette della giornata